Giovanni Carmelo Verga viene registrato presso l’ufficio nascite dello Stato Civile del comune di Catania, atto numero 284, l’anagrafe sarebbe stata creata solamente nel 1871 in occasione del censimento dello stesso anno, allora parte del Regno delle Due Sicilie, il 2 settembre 1840 da una famiglia di nobili, piccoli proprietari terrieri; la data e il luogo di nascita non sono però universalmente accettati. Il padre dello scrittore, Giovanni Battista Catalano Verga, era di Vizzini, dove la famiglia Verga – di lontane ascendenze spagnole, visto che erano giunti in Sicilia col nome di Vegas nel 1282 circa – aveva delle proprietà e discendeva dal ramo cadetto della famiglia, alla quale appartenevano anche i baroni di Fontanabianca; la madre si chiamava Caterina Di Mauro e apparteneva ad una famiglia borghese di Catania. Il nonno di Giovanni, come testimonia il De Roberto in un articolo raccolto, insieme a molti altri, in un volume a cura di Carmelo Musumarra, era stato carbonaro e, nel 1812, eletto deputato per Vizzini al primo Parlamento siciliano.[4] Verga aveva due fratelli, Mario e Pietro.Verga – ritratto penna acquarello di Antonino Gandolfo, collezione Francesco Paolo Frontini
Vi è, tuttavia, una seconda tesi secondo cui Verga sarebbe nato in un podere di campagna di proprietà dello zio don Salvatore in contrada Tièpidi (una zona di campagna a pochi chilometri dal centro abitato di Vizzini). Questa tesi sarebbe supportata da diverse ipotesi: la prima riguarda l’epidemia di colera che nell’estate del 1840 si era abbattuta su Catania e che avrebbe potuto spingere la famiglia Verga ad abbandonare l’afosa Catania d’estate, per la frescura collinare di Vizzini e a scegliere il piccolo centro del Calatino per proteggere sia la madre sia il nascituro da ogni potenziale rischio. In realtà l’ondata di colera si era esaurita nel 1837.
La seconda ipotesi è che, nato prematuro, a sette mesi, il piccolo sarebbe poi stato riportato nel capoluogo dove il padre, Giovanni Battista Catalano Verga (originario di Vizzini ma residente nel capoluogo), registrò il figlio come nato a Catania, nell’abitazione di via Sant’Anna, è probabile, inoltre, che Giovanni Battista Verga avesse scelto Catania come città ufficiale di appartenenza anche per compiacere la moglie Caterina Di Mauro (o Mauro), catanese, e anche per comodità, visto che la futura eventuale richiesta di certificazioni non avrebbe così necessitato un viaggio nella distante Vizzini. Anche questa teoria è priva di prove scritte, senza contare che la madre ed il bimbo, forse prematuro, sarebbero stati portati d’urgenza nel capoluogo, dove il Verga padre avrebbe commesso un reato, con la complicità dell’ufficiale di Stato Civile e due testimoni, quando per avere un certificato dal comune di Catania sarebbe stata sufficiente una legalissima e semplice trascrizione. La terza ipotesi una annotazione apposta sull’occhiello di una copia della prima edizione delle Novelle Rusticane, che Verga regalò all’amico scrittore Luigi Capuana, dove si legge: «A Luigi Capuana “villano” di Mineo – Giovanni Verga “villano” di Vizzini» (l’uso del termine villano dimostrerebbe, quindi, come Verga fosse a conoscenza di essere nato in un piccolo paese di provincia come Capuana, a Vizzini o comunque in una contrada di campagna). O potrebbe solo essere stata – nell’ambito dell’amicizia verso il suo amico Capuana – una testimonianza di affetto verso un paese dove l’autore catanese aveva trascorso lunghi periodi della propria infanzia e fanciullezza: “villano di Vizzinii”, infatti, non vuol dire in alcun modo “nato a Vizzini”. Negli archivi del Senato della Repubblica italiana, nel fascicolo personale del Senatore del Regno Giovanni Verga si trova l’estratto del suo atto di nascita che pone fine ad ogni dubbio.
Sull’esatta data di nascita l’incertezza è altrettanto ampia, ma si pensa che sia il 2 settembre 1840. L’atto di nascita riporta la data del 2 settembre 1840. Il 1º marzo 1915 Verga scrive tuttavia in una sua missiva a Benedetto Croce quanto segue:
| «Illustre amico, sono stato al Municipio per avere la data precisa che desidera conoscere: 31 agosto 1840, Catania. Io invece credevo fosse il 2, oppure l’8 settembre dello stesso anno. Eccomi dunque più vecchio di una settimana, ma sempre con grande stima e affetto per Lei.» |
L’8 settembre è in realtà la data di battesimo, celebrato a Catania, presso la Chiesa dedicata a San Filippo, come risulta dall’allegato “ter”, notamento restituito dal Parroco della stessa Chiesa a pochi passi dalla casa natale di via San’Anna, mentre quella di nascita è secondo alcuni antecedente e potrebbe risalire alla fine di agosto, se non addirittura il 29, giorno in cui a Vizzini si festeggia San Giovanni. Il trasferimento da Vizzini a Catania potrebbe spiegare, dunque, il ritardo nella registrazione e la posticipazione della data. Queste sono, comunque, solo delle ipotesi, non supportate da alcuna prova. L’unico punto certo è che la nascita è stata registrata a Catania da Giovanbattista Verga che dichiara che Giovanni Carmelo è nato alle ore 5 dello stesso giorno, nella casa posta in Catania, via Sant’Anna numero 8, presentando il bambino, alla presenza di due testimoni, al senatore del regno ed uffiziale di Stato Civile, don Francesco Bicocca, sappiamo anche che gli venne dato il nome di Giovanni Carmelo in memoria del fratellino Giovanni morto in culla qualche anno prima e non di certo per una supposta e fantasiosa nascita del 29 agosto, festa di San Giovanni a Vizzini. L’amato nipote ed erede universale, Giovannino Verga, figlio di Pietro Verga, fratello dello scrittore, ebbe a dire allo studioso catanese di storia patria e compianto, Lucio Sciacca, che lo zio era nato a Catania. La stessa dichiarazione fu fatta allo studioso Verghiano, lo scomparso Giovanni Garra Agosta, che da vizzinese di origine, avrebbe voluto una testimonianza diversa.